Istruzioni per l’uso

Care amiche a cari amici benvenute e benvenuti!

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Finalmente!

Finalmente un blog!

uno strumento che possiamo usare per condividere le nostre  esperienze e per approfondire varie tematiche sulla biodinamica e magari anche su noi stessi… :-)

Potrebbe venir fuori qulacosa di veramente completo, sia per gli studenti che per i “curiosi” di questa affascinante disciplina bio-naturale.

 

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Dal Piccolo Principe

Beatrice scrive
..leggendoti, leggendovi mi riaffiora al cuore una frase del piccolo principe di saint euxpery: e’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi’ importante..
Buon lavoro a tutti noi… Anche a te Maurizio…dal cuore!
A presto

Inshallah …..

bb

 

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Citazioni

Inserisco questo estratto da un mail di Berteo (Matteo)

… Prendo un secondo testo ed in questo trovo alcune frasi che rispecchiano la mia situazione attuale……. WOW, e poi parlano di coincidenze……

Eccone alcuni tra i più significativi.

La vostra visione apparirà più chiara soltanto quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda l’esterno sogna. Chi guarda all’interno si sveglia.
Karl Gustav Jung

I miracoli non avvengono in contraddizione con la natura, ma solo in contraddizione con ciò che noi conosciamo come natura.
Sant’Agostino

In realtà il campo della vita umana é aperto e senza confini. Al suo livello più profondo, il vostro corpo non ha età, la vostra mente non ha tempo. Una volta che vi sarete identificati con quella realtà, che é coerente con la visione quantità del mondo, l’invecchiamento cambierà dalle fondamenta.
Deepak Chopra

Ricordatevi della chiara luce, la pura e chiara luce bianca da cui tutto nell’Universo proviene, a cui tutto nell’Universo ritorna; la natura originaria della tua mente; lo stato naturale dell’immanifesto. Lasciati andare nella chiara luce, fidati di essa, fonditi con essa. É la tua vera natura: é casa.
Libro tibetano dei morti

Il quarto chakra é il centro dell’amore e, a differenza del secondo, più sessuale e appassionato e comunque stimolato dalla presenza di una persona; non é legato a uno stimolo esterno, ma nasce dall’interiorità. Riesce a emergere come senso di pace che nasce dalla mancanza di bisogni, come vera e propria armonia interiore. Il suo elemento, l’aria, rappresenta la libertà, la leggerezza, la semplicità, la dolcezza. Nello stesso tempo l’aria richiama spazi ampi e rarefatti che non soffocano. Così deve essere il sentimento dell’individuo, anche quando si rivolge agli altri, ai quali é importante non ‘togliere il respiro’.
“relativamente al quarto chakra”

La Forza Universale é una Coscienza Universale. É questo che scopre chi cerca. Quando avrà trovato questa corrente di coscienza dentro di sé, potrà passare a qualsiasi piano della realtà universale, a qualsiasi punto, e percepirne, comprenderne la coscienza, o addirittura intervenire, perché ovunque é la stessa corrente di coscienza con diverse modalità di vibrazione.
Satprem, su Sri Aurobindo

Sorridere continuamente dentro di sé, pulsare di gioia ed essere sempre pronto ad agire per aiutare spiritualmente gli altri, tutto questo mantiene il corpo costantemente rifornito di fresca energia cosmica.
Paramhansa Yogananda

Nella vita il compito principale dell’uomo é dare luce a se stesso.
Erich Fromm

I pensieri di paura, di dolore e di sofferenza generano la bruttezza chiama vecchiaia. I pensieri di gioia, di amore, e gli ideali generano la bellezza chiamata gioventù. L’età non é che una conchiglia che contiene il diamante della realtà, la gemma dell gioventù.
Baird T. Spalding

Vivi momento per momento, muori al passato, non proiettare alcun futuro… godi il silenzio, la gioia, la bellezza di questo momento.
Osho

Un problema sorge solamente quando la vita é vista in modo frammentario. Vedetene la bellezza.
Jiddu Krishnamurti

E per concludere…
Prova a camminare con le MBT su un traghetto con mare forza 5…
Berteo

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Desiderare

Michele scrive

quando faccio i trattamenti mi accorgo che ho la tendenza a “desiderare” che
la persona che sto trattando “stia bene, che guarisca”.
E questo non va bene. Mi puoi chiarire meglio , in modo un po’ più
approfondito  perchè?

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Un’esperienza biodinamica

Matteo (per tutti Berteo) scrive

Volevo rendervi partecipi di una cosa particolare capitata recentemente.

Tempo fa, circa un anno e mezzo, forse due, ho trattato un signore 85enne per una brutta caduta dalle scale.

Questo paziente (G) da circa qualche anno era diventato cieco per una patologia degenerativa e nello spostarsi tra un ambiente e l’altro, era ruzzolato per le scale ed aveva iniziato a soffrire di mal di schiena. Il figlio, parlando con una sua amica (figlia di una mia paziente), era venuto a conoscenza del sottoscritto e mi aveva chiesto se potevo fare qualcosa per questo fastidio lombare, anche perché aveva rifiutato di essere portato al pronto soccorso e neppure voleva medici. Naturalmente, appena saputo che non si sapeva se c’erano fratture o commozioni cerebrali o qualsiasi altra cosa, avevo espresso il mio disappunto ed avevo chiesto di fare qualche controllo, ma su insistenza del figlio, ho iniziato la terapia. E così con qualche seduta di connettivale, la situazione si era normalizzata, o almeno il male era passato.

Il tempo passa e circa un mesetto fa, chiedo informazioni sulla salute di Galla figlia della mia paziente, la quale riferisce che da cinque o sei mesi a questa parte, è peggiorato in maniera vertiginosa. Problematiche cardiache, problematiche respiratorie, allettato 23 ore al giorno, incontinenza, tutti problemi legati ad una sorta di demenza senile, oltre ad un fattore psicologico che lo ha abbattuto definitivamente: da persona iperdinamica e sempre in movimento, a persona che aveva bisogno di qualcuno anche solo per mangiare.

Allora mi permetto di consigliare qualche terapia diversa, nuova, non invasiva, del tutto naturale, indicando la biodinamica (già conosciuta dalla mia paziente, in quanto sto la sto utilizzando proprio con lei).

Tre settimane fa, sempre il figlio che mi aveva contattato tempo fa, mi chiede di poter andare dal padre per vedere se si possa fare qualcosa.

Effettivamente appena arrivato, la condizione non era delle migliori, anzi: una persona alletta, sponde al letto, materasso antidecubito, ridotta ormai pelle ed ossa, molto agitata, che non faceva che lamentarsi ed urlare per tutto il tempo; capacità cognitive quasi azzerate e questa smania ed agitazione continua in tutto il corpo. Sinceramente non sapevo neppure come avvicinarmi, in quanto non c’era un momento di tregua in tutti questi movimenti.

Ma mi sono avvicinato e mi sono accovacciato di fianco al letto, in appoggio al muro (non c’erano sedie…) ed ho fatto i fulcri, per quanto fossi anche in posizione non propriamente accademica; ho poi posato le mani sulle ginocchia di G, in maniera leggerissima, ma i suoi movimenti erano eccessivi. Per qualche minuto posavo le mani e le toglievo appena i movimenti diventavano bruschi, poi dopo qualche minuto, seguivo tutti i suoi movimenti.

Naturalmente non riuscivo a percepire alcun che, anche perché il materasso antidecubito era sempre attivato (mica che se fosse stato spento avrei sentito qualcosa…), ma durante i 30-40 minuti di trattamento “molto dinamico” (sempre in movimento), avevo notato che G tendeva a rallentare un attimino, quasi a tranquillizzarsi.

Torno a fare un secondo trattamento mercoledi scorso, prima del seminario Cygnus-P e lo trovo seduto sulla sedia a rotelle in quanto gli avevano appena finito di dare la colazione. Bene, messo a letto, era molto tranquillo e si era anche addormentato (prima del trattamento) in quanto stanco dalla notte. Il trattamento si è svolto in maniera quasi naturale, qualche movimento  e qualche lamentela, ma diversissimo dalla volta precedente.

Chiedo come fosse andata la settimana e sembra si fosse un pochino rilassato. Finita la seduta, G stava ancora dormendo.

Rimango d’accordo per vederci per la terza volta mercoledi. Lunedi, mi telefona il figlio: G ci aveva lasciato domenica. Una ricaduta venerdi sera, il ricovero e poi il saluto.

Chiedo allora al figlio quali fossero state le condizioni di G dopo i trattamenti e se il “passaggio” fosse stato travagliato. Mi viene risposto che G si era effettivamente tranquillizzato e che aveva ripreso a dormire, e che il “passaggio” era stato sereno, un addormentarsi.

E mi ha ringraziato per aver dato un momento di tranquillità al padre e che se ci avesse pensato prima, mi avrebbe chiamato prima.

Io ho ringraziato lui; ero commosso.

Finita la telefonata ho pregato per G, affinchè la sua luce fosse finalmente ricongiunta con quelle dei suoi cari e di Dio. Ed ho pensato ad un discorso fatto ad Assisi con Omar, su quanto a volte possiamo essere d’aiuto in questi casi.

La domanda è semplicissima: posso aver aiutato G a ricongiungersi a Dio in maniera più serena? Posso averlo aiutato a trovare quel minimo di forza che gli ha permesso di fare il passo?

Io non lo so, ma la sensazione è stata quella.

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Accensione

Paziente: M. , 36 anni. Lavora come donna delle pulizie. Sposata, una figlia di 18 anni. Patologia: Sindrome del tunnel carpale da entrambi i lati, discopatie lombari, ulcera allo stomaco.

Intro

M. venne da me per essere trattata al tunnel carpale di entrambe le estremità. La diagnosi del medico terminava con una soluzione chirurgica in quanto dolori e parestesie durante l’arco della notte e della giornata non permettevano più un sano e regolare svolgimento del proprio lavoro e delle normali mansioni di vita quotidiana. Sotto consiglio di amici, che già avevano ricevuto sedute di Cranio-sacrale, si convinse ad affrontare la sua problematica con questo tipo di approccio terapico.

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Drenaggio

Michele scrive

ho queste cose da chiederti:

1 – Il drenaggio dei seni venosi si puo’ fare se la persona ha mal di testa?

2 – Ho fatto un trattamento a x. Ho usato la tecnica della trazione
con ascolto  dai piedi. La mia intenzione è stata quella di invitare la Potenza
a seguirmi, visualizzando tutta la colonna, il bacino e le gambe.Durante la
sessione ho percepito come se trascinassi verso di me tutta la biosfera.
Con ascolto sacro-spalla,  inoltre,   ho usato la tecnica del creare spazio.

L’indomani x è stata malissimo.

Ha avuto un forte mal di schiena al punto da non poter andara a lavorare e di
prendere un  forte antidolorifico. Si è sentita in “tilt”.
Non immaginavo che dopo un trattamento si potesse avere un effetto così
doloroso.

Ho sentito Francesco per altri motivi e visto che eravamo al telefono gli ho
accennato della sessione. Francesco mi ha detto che puo’ succedere.
A x ho suggerito di ascoltare il suo corpo e cercare di porre
attenzione alle sue percezioni, di evitare di dare interpretazioni al suo male,
di avere la consapevolezza di ciò che sentiva e dove lo sentiva, che cosa ci
fosse insieme al suo dolore.

X in quel momento mi  ha detto di aver bisogno di capire verbalmente
che cosa stava accadendo  sembrava che qualcosa la rimandasse alla sua  storia
personale.

Il semplice ascolto non le era sufficiente. Sembra che si sia scatenato
qualcosa di molto forte  legata alla paura .

La necessità che aveva X era un supporto psicologico, perchè in quel
momento erano riemerse le paure di un tempo, ad esempio paura
dell’immobilità.

Nello stato in cui si è trovata ha dovuto telefonare alla sua terapista.

Se facendo un trattamento a un cliente, che non può venire in studio per
rifare un trattamento ravvicinato,  cosa che ho fatto a X, e
succedesse una cosa simile molto forte non solo fisicamente, che cosa un
operatore CS puo’ fare e che cosa assolutamente non deve fare e che cosa puo’
eventualemte consigliare?

In questa esperienza ho avvertito tutto il peso dell’inesperienza. Tante sono
le domande che mi faccio, anche se so che a certe domande non vi è una risposta
di fronte al mistero della natura.

Grazie per tutti i tuoi suggerimenti. Michele

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Io non sento

Matteo (Berteo) scrive

E mò la domandona del 2011: in realtà è una mezza affermazione che necessita
di una mezza risposta. In merito a quanto hai risposto a Michele, ossia
aspettare con umiltà per valutare le eventuali risposte del sistema (della persona) senza imporre la nostra volontà (accanimento), io mi ritrovo
sempre nella stessa situazione: non riesco a valutare le eventuali
variazioni e risposte del sistema, in quanto non riesco a percepire nulla
che mi faccia capire come sta evolvendo il sistema stesso. L’unica risorsa
che riesco ad avere è il feed-back verbale con la persona stessoa non
percepisco fulcri inerziali, non percepisco tensioni, non percepisco
rilasci, non percepisco movimenti, non percepisco maree, non percepisco
alcun che mi permetta di valutare oggettivamente (?) le variazioni del
sistema.
Sinceramente non mi pongo più di tanto il problema, ma altrettanto
sinceramente mi sento limitato nell’operare: chiedo e domando, rimango in
ascolto, ma non ricevo alcuna risposta. Possibile che tutti i trattamenti
che faccio riguardino sistemi che non vogliono essere contattati da me?
Forse che pur sapendo di non impormi, forse in fondo in fondo, mi sto
imponendo? Chissà.
Le risposte delle persone sono sempre soddisfacenti: chi mi conferma di stare
meglio, chi mi racconta di aver diminuito con i farmaci (antinfiammatori ed
antidolorifici), chi capisce di aver delle variazioni di “carattere” e
comportamentali, chi capisce che si tratta di un lavoro lento, profondo ed
importante, e questo per me è l’importante. È che mi sento un operatore
“parziale”…

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Intento ed Intenzione

Michele scrive

1 – Nell’ultimo seminario hai detto: ” l’intenzione è potentissima……”
Puoi per cortesia – con esempi o altro – spiegarmi meglio questo nostro “strumento di lavoro” che è  l’INTENZIONE ?

2 – Posso fare un trattamento a una persona stando distante da lei?. Mi spiego: se una persona vuole fare un trattamento ma non  vuole farsi “toccare e avvicinare troppo”,  posso stare distante da lei – ad una distanza ad esempio che ci puo’ essere tra due persone che stanno seduti e conversano? In questo caso , potrebbe avere efficacia la sessione? Un “certo tipo” di PRESENZA sarebbe sufficiente?

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